KARTELL è un brand che ha sempre fatto parte dei miei ricordi lavorativi.
La prima volta che ho messo piede in un ufficio, grandissima parte dell’arredamento era KARTELL.
Ricordo l’appendiabiti 4653 (di Centrokappa), il portariviste 4676 (di Giotto Stoppino), il portaombrelli 4650 (Gino Colombini) o la cassettiera 4602 (di Simon Fussell) giusto per citarne alcuni.
Ora sono consapevole di chi è KARTELL, allora assolutamente no.
Ricordo anche che quando nelle redazioni o piuttosto che negli uffici dei grafici mancava qualcosa, si sfogliava il catalogo KARTELL e poi si andava all’ufficio acquisti.
Questo è uno dei motivi per cui oggi, ogni volta che inizia il Salone del Mobile, una visita allo stand KARTELL è diventata una tappa obbligata.
Non riesco a trovare le parole giuste, per descrivere il perché, ma è come tornare a casa, in un posto sicuro e che si conosce.
Non vorrei essere fraintesa, KARTELL non realizza solo arredamento o complementi d’arredo per uffici, ho solo fatto un tuffo nel passato per ricordare quando ho visto per la prima volta, qualcosa realizzato da questo iconico brand.
Sono infatti assolutamente certa che la sedia “master” (Philippe Starck con Eugeni Quitllet) l’avrete vista in molte case o locali di tendenza, tanto quanto la lampada “Bourgie” (Ferruccio Laviani) e tantissimi altri loro pezzi. Non dimentichiamoci che quest’eccellenza italiana è nata nel 1949 ed ha vinto ben 7 Compassi d’Oro…
(premio assegnato annualmente dall'ADI -Associazione per il Disegno Industriale- considerato il più importante premio al mondo nel settore).
Ma c’è un altro motivo che mi lega a KARTELL, più dei miei ricordi e molto molto importante, il suo manifesto: “Kartell Loves the Planet”.
Che ben si sposa con il nostro spirito e hashtag #SaturdayRecycling.
Che cos’è “Kartell Loves the Planet”?
È il manifesto industriale di KARTELL con cui l'azienda di design dichiara il proprio impegno concreto per la sostenibilità ambientale e la responsabilità ecologica.
Obiettivi e principi:
-Sostenibilità al centro: mettere il rispetto per l’ambiente al centro di ogni attività produttiva e gestionale;
-Innovazione dei materiali: utilizzare plastiche riciclate da scarti industriali puri, bioplastiche da scarti agricoli e policarbonato verde;
-Economia circolare: ridurre l'impatto ambientale dimostrando che la plastica può essere progettata, prodotta e riutilizzata in modo virtuoso;
-Impegno sociale: estendere i valori del manifesto anche a progetti formativi e solidali rivolti alle nuove generazioni.
Ma… voglio parlarvi di “Kartell Loves the Planet” in un articolo a parte perché prima voglio ulteriormente approfondire l’argomento per non trattarlo in modo superficiale e/o dire delle inesattezze.
Qui di seguito, riprendendo l’argomento Salone del Mobile 2026, riportiamo il loro press release.
Vi inviatiamo anche a visitare la Gallery, sperando che vi piacciano le nostre foto.
Buona lettura.
Gabriella Ruggieri per 1blog4u










