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VENINI - Salone del Mobile '26

 - Gabriella Ruggieri & partners

Venini è Venini.
L’ho già detto, in passato, ma è un pensiero che resta sempre valido.

Venini è un brand (come si suol dire oggi) che vai a vedere a prescindere. Non importa se espone pezzi nuovi o del passato, vai e basta.

Venini è l’essenza della maestria nell’arte del vetro soffiato. È la storia, la cultura, la bellezza senza tempo ed uno spazio aperto sull’eleganza della  fantasia.

La prima volta che ho visto un pezzo di Venini ero piccolina, non avevo la più pallida idea di chi era Venini, ma ricordo come fosse oggi che rimasi incantata da tanta bellezza ed il tempo sembrava quasi essersi fermato, come se ci fossi solo io e quell’opera d’arte. Fazzoletto. Pura magia. Si, lo definirei un momento di pura magia. Poi mi sono documentata, ho letto, ho approfondito ed il resto è storia.

Voglio raccontarvi un episodio carino. Giusto per strapparvi un sorriso.

Anni fa sono andata in un’azienda per un appuntamento di lavoro, dovevo incontrare il titolare.
Mi fanno accomodare in una sala riunioni, mi chiedono se volessi un caffè e di attendere qualche minuto.

Appoggio la borsa, mi guardo attorno. Niente di trascendentale. Un grande tavolo di vetro, sedie tutte attorno, bottigliette d’acqua ben posizionate su un vassoio con dei bicchieri. Intorno una libreria, dei quadri appesi alle pareti e poi dei mobiletti bassi con sopra delle riviste, dei cataloghi, qualche scultura non ben definita in acciaio e poi lui… in fondo, in un angolo, un po’ impolverato, un Fazzoletto rosso. “Wow” mi dico.

Mi avvicino e dentro c’erano delle graffette, qualche caramella ‘datata’ e cianfrusaglie varie. Ero ancora palesemente scioccata quando entra il mio interlocutore. Ed io: “di chi è questo?” e lui palesemente sorpreso di quest’approccio, quasi balbettando “mio, è un ricordo di mia madre”… “posso?” dissi, con l’intento di toccarlo per verificarne la firma “prego”, avvicinandosi incuriosito.

E dopo la verifica ed aver detto “ma lei lo sa che è un’opera d’arte?” ed aver assistito al suo silente ma interessato stupore..., parto con un appassionato 'pippotto' su Fazzoletto e Venini

Accorcio il racconto. 

Dopo questa breve parentesi, l’incontro si è svolto come di consueto e fu proficuo visto che si concluse con la firma di un contratto.

Passa del tempo, ritorno in azienda, questa volta dovevo incontrare il Direttore MKTG e mentre mi indirizzavano verso la sala riunioni, ho visto una vetrinetta illuminata con dentro il Fazzoletto rosso…!!

Lungo il corridoio, un po’ lontano, intravedo il titolare, alzo la mano per salutarlo e poi con l’indice indico la vetrinetta. Lui alza la mano per ricambiare il saluto e mi strizza l’occhio per poi proseguire verso un’altra direzione. Un esempio di pura complicità. Lui sapeva, io sapevo e il Fazzoletto rosso aveva avuto giustizia.

Torniamo a noi, qui di seguito troverete una breve descrizione dei pezzi che abbiamo fotografato, spero vi piacciano e vi invitiamo a visitare il loro sito. Infine, ma non per ultimo, li ringraziamo per l’accoglienza, la gentilezza ed il materiale fornitoci.

Buona lettura

Gabriella Ruggieri per 1blog4u

 - Gabriella Ruggieri & partners

Cactus di Fulvio Bianconi

Le lampade da terra Cactus incarnano un perfetto dialogo tra solidità e leggerezza, celebrando la natura. La base, in marmo nero dello Zimbabwe, offre una presenza solida e raffinata, mentre la struttura in vetro lavorato evoca leggerezza e trasparenza. Gli elementi in vetro cristallo sono realizzati con la tecnica pulegoso, che intrappola bolle d’aria al loro interno creando un effetto visivo unico, e si alternano a vetri soffiati lisci e decorazioni a Ritagli, una tecnica ideata da Fulvio Bianconi negli anni ‘80. Queste lampade, sintesi perfetta tra design contemporaneo e tradizione artigianale muranese, trasformano materiali contrastanti in un’armonia visiva che rende omaggio alla natura. Disponibili in edizione limitata in tre dimensioni.

Stabilitosi a Milano, Fulvio Bianconi ha collaborato per tutta la vita con le case editrici Mondadori, Bompiani e Garzanti, come grafico e illustratore, dedicandosi anche ad affrescare i negozi Galtrucco e i padiglioni della Fiera Campionaria. A questi mestieri si affianca la costante passione per il vetro. 
Nel 1946 si reca ripetutamente a Murano per documentarsi sull’arte vetraria. Qui, l’incontro con Paolo Venini è decisivo: la creatività del giovane segna un punto di rottura per la storia dell’azienda VENINI. La smaniosa ricerca e sperimentazione di nuove tecniche per lavorare il vetro, anche con la rielaborazione di antichissime competenze, è una costante per Fulvio Bianconi. Nascono nuovi movimenti e colori nel vetro, che ridisegnano il legame tra storia muranese e grande modernità. 
Dalla contaminazione del mestiere con l’estro creativo sono nate numerose opere iconiche, come le Figure della Commedia dell’Arte, i Tiepolo, il Fazzoletto, le Sirene e i Pezzati.   Paolo Venini Nel 1921 Paolo Venini, avvocato milanese con una lontana tradizione familiare nella lavorazione del vetro, ha fondato assieme a Giacomo Cappellin, antiquario, l’azienda che porterà il nome VENINI. Creata con l’obiettivo di trasformare il classico mestiere del vetraio in arte innovativa, capace di diventare velocemente protagonista delle Triennali di Milano, delle Biennali di Venezia e di esposizioni in tutti i paesi d’Europa e degli Stati Uniti. 
Un risultato reso possibile dalla sinergia, promossa dallo stesso Venini, tra maestri, designers e architetti di tutto il mondo, al fine di anticipare e orientare il gusto, dando un’identità precisa a ogni modello uscito dalle sue fornaci.  
Le sue sicure scelte estetiche, unite alla grande qualità dei prodotti, hanno procurato alla sua vetreria un successo di critica e di pubblico crescente. 
Egli stesso si è dedicato al design fin dai primi anni trenta: del 1936 sono i vetri Diamante e, in collaborazione con Carlo Scarpa, le Murrine romane.

 - Gabriella Ruggieri & partners

Ritagli di Fulvio Bianconi

Disegnato da Fulvio Bianconi nel 1989, Ritagli nasce da una particolare tecnica vetraria ideata dallo stesso designer: piccole strisce rettangolari di vetro vengono applicate una sull'altra su una base a tronco di cono, soffiata e lavorata a mano. Le diverse cromie si incontrano sulla superficie dando vita a una composizione che evoca le forme della vegetazione dei paesaggi desertici e, al tempo stesso, le geometrie di un'architettura futuristica.
Realizzato a Murano dai maestri vetrai VENINI, ogni esemplare di Ritagli è il risultato di una lavorazione manuale d'eccellenza che richiede precisione ed esperienza. La numerazione annuale ne sottolinea l'unicità, rendendo ogni vaso un'espressione della creatività di Fulvio Bianconi e della maestria vetraria di VENINI.

 - Gabriella Ruggieri & partners

Monofiore Balloton

Monofiore Balloton è un vaso in vetro soffiato a Murano che porta il segno distintivo della tecnica balloton, una lavorazione unica capace di restituire al vetro l'effetto visivo del tessuto matelassé. La superficie a rilievo incrociato trasforma ogni pezzo in una straordinaria illusione ottica: ciò che appare morbido è vetro.
Realizzato interamente a mano dai maestri vetrai di Murano, ogni Monofiore Balloton viene soffiato e rifinito con un filo colorato applicato a caldo, che percorre e racchiude il decoro floreale con precisione artigianale. Le variazioni che distinguono ogni esemplare sono la prova tangibile di una manifattura d'eccellenza, rendendo ogni Monofiore un pezzo autentico e irripetibile della tradizione vetraria VENINI.

 - Gabriella Ruggieri & partners

Deco di Napoleone Martinuzzi

Ritmo: è questa la parola per definire la forma dei vasi della serie Deco.
Gli anelli si ripetono, uno dopo l’altro.
Aumentano, diminuiscono, poi aumentano nuovamente.
Sembrano muoversi come cerchi nell’acqua con onde e riflessi.
Un movimento che è una danza.

Scultore, designer e imprenditore del settore vetrario, Napoleone Martinuzzi si è formato all’Accademia di Belle Arti di Venezia. 
Prediletto da D’Annunzio, dal 1917 esegue per questi diverse opere. 
Dal 1922 al 1931 ha diretto il Museo Vetrario di Murano. In seguito ha lavorato per la Succ. Andrea Rioda e fondato con Paolo Venini e Francesco Zecchin la “Vetri Soffiati Muranesi Venini & C.” di cui è direttore artistico. 
Dopo un periodo iniziale in cui ha portato avanti i concetti artistici del suo predecessore Vittorio Zecchin, creando bellissimi pezzi in vetro soffiato, arriva a elaborare un proprio stile, derivandolo dall’esperienza come scultore. 
Nel 1932 lascia la VENINI e fonda la “Zecchin-Martinuzzi Vetri Artistici e Mosaici” con Francesco Zecchin, per cui realizza vetri raffinati, opachi e pulegosi di notevole effetto plastico.

Visitate la Gallery (ph. Vaifro Minoretti per 1blog4u) ph. Fazzoletto di Venini