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GIOVANNI GASTEL fotografo

 - Gabriella Ruggieri & partners
Sono andata a vedere l’inaugurazione della mostra “My Lady” del fotografo internazionale GIOVANNI GASTEL. Nato a Milano, ma conosciuto in tutto il mondo. 
Non si liquida un Giovanni Gastel con 2 righe, sulla sua arte c’è tanto di quel materiale da poterci scrivere tranquillamente una tesi di laurea.
Le mie sono delle personali impressioni “a pelle”.
Giovanni Gastel è eleganza.
In tutte le sue foto (anche quelle non esposte in questa mostra), c’è questo filo conduttore, a prescindere dal soggetto: l’eleganza. Lui stesso è elegante. No, non mi sto riferendo al suo abbigliamento, ma a lui come persona.
A chiunque, e sottolineo il "chiunque", andasse lì a stringergli la mano, anche solo per dirgli: “complimenti!” gli stringeva la mano, saldamente, guardandolo negli occhi e fosse anche per pochi secondi, quei pochi secondi erano per lui. Andiamo! Vi sarà capitato d’incontrare qualcuno a cui stringete la mano e nel porgervi le dita di una mano morta e sfuggente, nel frattempo gira la testa per salutare qualcun altro, no? Oppure vi presta attenzione solo se gli dite: sono Mr. Smith del New York Times, allora fanno i simpatici. Ebbene, Gastel rappresenta in assoluto l’eleganza anche in questo. Vi guarda negli occhi. Mi fermo qui, non mi dilungo ulteriormente anche perché spero ci sia occasione di poterlo intervistare e vi lascio con le foto che abbiamo scattato (credit Vaifro Minoretti) ed il comunicato stampa riguardante la mostra, che, credetemi, vale proprio la pena di visitare. Gabriella Ruggieri per 1blog4u

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 - Gabriella Ruggieri & partners
Comunicato Stampa:
Spazioborgogno e Photo&Contemporary sono lieti di presentare "My Ladies", un’ampia antologica di Giovanni Gastel, incentrata su una selezione di circa 70 fotografie di moda e ritratti, dedicati alle più famose donne e modelle della scena internazionale, realizzate dal famoso autore milanese. Serie e facete, poetiche e austere, eleganti e mascoline, ammalianti e algide, le donne di Giovanni Gastel assumono volti e sguardi sempre nuovi attraverso cui si leggono, in controluce, le evoluzioni dell’identità femminile avvenute negli ultimi decenni. “Le donne mi hanno salvato” afferma il maestro fotografo. Sono loro le protagoniste assolute di “My Ladies” in mostra a Milano dal 20 ottobre al 25 novembre presso lo Spazioborgogno: un inno alla femminilità, allo stile, all’eleganza e a un mondo fatto di sottili giochi di seduzione, sensibilità e fragilità nascoste. Muse che hanno ispirato il lavoro di Giovanni Gastel nel corso dei suoi 40 anni di carriera professionale, presentato di recente in un’antologica a lui dedicata presso Palazzo della Ragione di Milano e curata da Germano Celant.

 - Gabriella Ruggieri & partners
“My Ladies” focalizza l’attenzione su alcune delle opere più significative del fotografo milanese, immortalate sulle copertine dei magazine di moda più famosi del panorama internazionale, da Vogue, Elle e Marie Claire. I due curatori, Nicola Davide Angerame e Valerio Tazzetti, hanno operato una selezione che mette di risalto alcuni degli aspetti salienti della produzione gasteliana, legati al suo personale modo di sentire ed interpretare la femminilità attraverso l’arte fotografica: “Abbiamo voluto offrire alcune suggestioni circa una lettura possibile – dicono i curatori – che non segue una partitura ben definita. Lo spettatore affronterà un’impatto espositivo ricco di emozioni, suggestioni, sorprese e continue evocazioni”. Più che delineare un percorso a sezioni, i curatori hanno inteso individuare ed evidenziare alcuni tratti distintivi dell’arte del Maestro in un gioco caleidoscopico di rimandi ed allusioni al suo universo femminile.
Forme primarie: in molte sue fotografie si percepisce il gusto di Gastel per le linee pulite ed essenziali; un‘eleganza formale che è innanzi tutto eleganza dello spirito. Tra cinema e teatro: si tratta di lavori che risentono di una profonda influenza da parte del mondo del cinema e del teatro, mostrando il gusto sofisticato per l’ambientazione con cui Gastel mette in scena le proprie modelle, avvolgendole in scene oniriche, boschive e circensi.
Sguardi di donna: è un tema molto caro a Gastel in cui oltre ad essere colui che guarda, il fotografo diventa anche colui che è guardato, addirittura scrutato e quasi messo a nudo dalle proprie Muse. Questi sguardi che ci raggiungono con una forza.

 - Gabriella Ruggieri & partners
Sconcertante, sono a volte salvifici e a volte giudicanti. Sono sguardi di donne languide, ammaliatrici, fiere, dolci e severe. Culto della classicità: questo tema è caro a Gastel ed è peculiare del suo stile e della sua personalità; tocca uno dei nuclei centrali della sua estetica, è una falda che porta nutrimento al lavoro e che affonda nella lunga storia di famiglia, sfociando nelle aspirazioni più alte, in ideali di eleganza, rigore e valori etici.
Textures and patterns. Donne (s)velate. Gioco tra la pelle e le diverse textures, trovate o indotte dal mondo della moda, che stimolano Gastel a “vestire” le sue donne senza mai coprirle, anzi esaltandone forme e personalità. La forte fragilità della femminilità viene esaltata dal desiderio che il velo innesca, in un corto circuito seduttivo.
Come sottolinea il critico Nicola D. Angerame: “Questa mostra racconta come lo sguardo di Gastel segua da sempre un proprio cammino, quasi faustiano, nel quale la donna diviene un simbolo, una vestale che custodisce segreti ed un tramite per giungere a toccare verità più alte”.
Valerio Tazzetti aggiunge: “Senza la Donna non c’è luce e senza la fotografia forse non c’è autentico riscontro della luce che la donna emana. Gastel, con grande rispetto, gioia e delicatezza, l’ha mostrata in un caleidoscopio d’immagini cangianti ma sempre immersa in un’aura che ne ha sublimato le molteplici identità”.